Sax alto Orsi a Doppia Tastiera matricola 178

Il recente ingresso nella collezione del Museo di un raro saxofono contralto con doppia tastiera rappresenta un’acquisizione di straordinario interesse storico e organologico. Si tratta di uno strumento realizzato nel 1930 dalla storica manifattura milanese Prof. Romeo Orsi, un nome che, tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, è stato sinonimo di innovazione nella costruzione di strumenti a fiato in Italia.
Lo strumento, catalogato con il numero di inventario 488, è un saxofono alto in Mib matricola n.178, appartenuto a Florian Schneider (Öhningen, 1947 – Düsseldorf, 2020), musicista e polistrumentista tedesco fondatore della band di musica elettronica Kraftwerk.
Il corpo in ottone presenta una finitura brunita scura, fori con bordo arrotondato, con due colli, uno dei quali con tuning neck. Sono presenti quattro chiavi aggiuntive per suonare le note acute del Re, Re#, Mi e Fa. Queste chiavi, disposte in linea e parallelamente alle chiavi 4, 5 e 6, possono essere azionate con le falangi distali della mano destra tenendo premuta la chiave del portavoce: il mignolo (per il Re), l’anulare (per il Re#), il medio (per il Mi) e l’indice (per il Fa).
L’obiettivo non era ampliare l’estensione dello strumento, bensì rendere più naturale e rapida l’esecuzione del registro acuto, riducendo le difficoltà di diteggiatura. Questa soluzione fu formalizzata nel brevetto nr. 364022 del 1938 di Florenzio Orsi, figlio di Romeo, con il titolo “Perfezionamenti nei saxofoni”. Il sistema integra meccanicamente la tastiera ordinaria e le chiavi acute attraverso un sistema articolato di leve, bilancieri e alberi di comando, permettendo di ottenere le quattro note acute con un movimento naturale delle dita della mano destra.